Gli Scavi Archeologici

 

Entrata



Le antiche rovine della sepolta città di Ercolano, sono visitabili tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 e nel periodo che va dal 1° aprile al 31 ottobre la chiusura avviene alle ore 19.30.
Il biglietto di accesso singolo è di 11 euro ed ha validità di un giorno. Il biglietto ridotto costa invece 5.50 Euro.

Il costo del biglietto  è ridotto per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell'Unione Europea. .

Il biglietto cumulativo (5 siti) consente la visita a Ercolano, Pompei, Oplonti, Stabia e Boscoreale, ha validità di tre giorni e costa 22 euro.

Per coloro che hanno età inferiore ai 18 anni la visita agli scavi è gratuita dietro esibizione di un valido documento di identità. .

La visita richiede in genere almeno un paio di ore ed è preferibile calzare scarpe adatte a percorsi accidentati e talvolta umidi.

Cliccando sul link sottostante si può vedere la cartina degli scavi che contiene i collegamenti agli approfondimenti di ogni singola insula contenenti una descrizione più dettagliata delle singole strutture.

 

ENTRA NEGLI SCAVI

Itinerario

 


Panorama degli Scavi



La visita inizia appena imboccato il lungo viale di accesso che offre un incomparabile panorama dall’alto dell’antica città, della sua planimetria, e della fusione con l’attuale assetto urbano che sovrasta gli scavi. Man mano che si avanza, l'atmosfera silenziosa, sempre più profonda, ci porta immediatamente in una dimensione quasi irreale, invogliandoci a scoprire cosa si cela dietro quell’apparente accumulo di macerie, intervallato qua e là da accenni di bella vegetazione. 

Al termine del viale che costeggia l’antica marina, sulla sinistra si trova un edificio di recente costruzione, oggi sede della Direziione degli scavi, che verrà adibito ad Antiquarium ed ospitaterà i vari reperti archeologici, compresi gli arredi lignei, che sono stati dissepolti nel corso degli scavi.

In prossimità di questo edificio, vi è l'entrata agli scavi attraverso un ponte che, sovrastando un alto burrone, laddove era una volta la spiaggia, ci conduce direttamente in una delle case dell’antica città: la Casa dell'Albergo. Da questa abitazione che è tra le più ampie e signorili di Ercolano, si passa all'altro lato della strada nelle contigue Casa di Aristide e Casa di Argo con il suo bel giardino di palmizi. Proseguendo a sinistra sul Cardo III inferiore si arriva alla Casa del Genio con il giardino che costeggia la Via Mare, dove si possono vedere i cunicoli scavati nella roccia dai Borboni. Continuando si incontra il Thermopolium che affaccia anche sul Decumano inferiore. Tornando indietro sul Cardo III, sulla destra, confinante con la casa dell'Albergo, si trova la Casa dello Scheletro con i suoi bei mosaici ancora ben mantenuti. Superato l'incrocio con il Decumano inferiore, si ammira sulla destra il bel colonnato delle Terme Maschili che conserva ancora parte della tettoia che lo ricopriva, girando intorno ad un giardino rettangolare. Salendo per il Cardo III superiore, si incontrano poi le mura della Casa dei Due Atri. Salendo ancora si arriva alla Sede degli Augustali, che è completamente ricoperta da un tetto e dove si possono ammirare dei bellissimi affreschi.

Usciti dall'edificio e superato il Sacello degli Augustali, ci si trova direttamente nel Decumano Massimo che era la strada principale dove si svolgeva il mercato. Sulla sinistra si trova una arcata decorata con stucchi bianchi, sulla destra il Thermopolium. Continuando a destra si incontrano le varie botteghe che affacciavano su questa strada, tra cui la Bottega ad Cucumas da cui si intravvedono la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Salone Nero con il suo bel cortile racchiuso da un colonnato. Seguendo vi è la Bottega del Plumbarius ed una bella fontana pubblica. All'incrocio con il Cardo IV superiore si può ammirare un'altra fontana pubblica e si scende per questa stradina per ammirare sulla sinistra la Casa del Bel Cortile che conserva ancora una scala con una balconata che affaccia nel cortile interno ed una bella pavimentazione. In una delle stanze sono conservati gli scheletri di tre persone carbonizzate. Superata questa abitazione, vi è la bellissima Casa di Nettuno e AnfitriteTerme Femminili che hanno mantenuto le strutture originarie e le pavimentazioni a mosaico bianco e nero, ancora calpestabili. Scendendo per il Cardo IV Superiore, sulla sinistra si incontra la Casa Sannitica con il tetto ancora ben conservato e le sue finte colonne. Superato l'incrocio con il Decumano inferiore, sulla destra, vi è la Bottega del Lanarius e subito dopo la Casa del Tramezzo di LegnoCasa del Graticcio e alla Casa dell'Erma di Bronzo. Attraversato il Cardo IV inferiore si entra nella Casa dell'Alcova, di enormi dimensioni, e poi alla Casa dell'Atrio a Mosaico. Scendendo per questa stradina si incontrano poi il Sacello di Venere e il Sacello dei Quattro Dei e l'Area Sacra. Tornando indietro, all'incrocio con il Decumano inferiore si gira a destra e si prosegue lungo la strada per incontrare sulla sinistra la Casa del Gran Portale dove sono ancora visibili alcuni affreschi e sulla destra la Taberna Vasaria e la Grande Taberna che affaccia sul Cardo V. Girando a sinistra per il Cardo V superiore si incontra la Casa con Giardino e subito dopo la Casa dell'Atrio Corinzio. Attraversata la strada si entra nel Pistrinum e nella Bottega di Sex. Patulcius Felix e scendendo ancora vi è l'ingresso della Palestra. Da questa si entra in un enorme spazio colonnato, sulla cui sinistra vi sono un tempio che conserva due statue di dei senza testa e sulla destra, all'interno di una grotta scavata nel tufo, i resti della piscina con un bel serpente di bronzo raffigurante l'idra di Lerna e parte della pavimentazione della piscina della palestra. Si prosegue con la visita della Palestra fino ad arrivare ad un colonnato coperto che si trova proprio sotto alle abitazioni della città attuale. Usciti dalla Palestra si prosegue per il Cardo V inferiore. Sulla destra vi è la Bottega di Priapo e, scendendo a sinistra, la Casa della Gemma famosa per un graffito lasciato da Apollinare e la bella Casa del Rilievo di Telefo dove si possono ammirare degli oscilla marmoeri . Di fronte a questa, dall'altro lato della strada,vi è la bellissima Casa dei Cervi con il giardino di palmizi e la sua veduta panoramica dal terrazzo che sovrasta la Terrazza di M. Nonio Balbo. Scendendo per la stradina che conduceva alla Marina, vi sono poi le Terme Suburbane dove sono stati ritrovati, negli ultimi decenni, gli scheletri di alcuni fuggiaschi che si erano rifugiati nelle Fornici che davano sulla spiaggia. Si arriva quindi all'antica spiaggia e risalendo per un tunnel scavato nel tufo, si risale verso l'uscita.

Visitate la Pagina degli scavi per ulteriori approfondimenti sulle singole Insulae.

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